Università di Bologna - "I Classici in Santa Lucia"
XVII edizione: Il Potere
organizzato dal Centro Studi La Permanenza del Classico dell'Alma Mater Studiorum Università di Bologna
 
LA PROVA DEL POTERE
 
lezione di Adriana Cavarero
lettura di Elena Bucci e Marco Sgrosso da 'Antigone'
traduzione di Federico Condello
musiche originali dal vivo al violino e pianoforte Dimitri Sillato
cura del suono Raffaele Bassetti
 
24 maggio 2018 - Aula Magna di Santa Lucia, Bologna
 
Mirabella 075
 

I “Classici” di maggio giungono alla loro diciassettesima edizione: anche quest’anno il Centro Studi “La permanenza del Classico” dell’Alma Mater Studiorum, fondato e diretto dal Prof. Ivano Dionigi, offre all’Università e alla città un ciclo di letture e lezioni classiche che interrogano il nostro presente attraverso grandi testi dell’antichità greca e romana, da Platone e Sofocle a Lucrezio, Seneca, Cicerone e Sallustio, con un’incursione nella modernità grazie a Machiavelli e Shakespeare. A introdurre e commentare i testi Massimo Cacciari, Luciano Canfora, Adriana Cavarero e Ivano Dionigi. Le letture sono invece affidate a Daria Deflorian, Monica Demuru e Monica Piseddu, Arianna Scommegna e Fausto Russo Alesi, Elena Bucci e Marco Sgrosso, Enzo Vetrano e Stefano Randisi.

Il ciclo di quest’anno s’intitola "Il potere": un mostro dalle molte teste che “tutti inseguono ma nessuno riesce a raggiungere” (Lucrezio).

Per secoli ci si è chiesti se il potere ha la sua genesi nelle mani di uno, di pochi o di molti; nella legge (nomos) o nella natura (physis); nella forza o nel diritto; nella ragione umana o divina; nella politica o nell’economia.
Noi oggi non possiamo che aggiornare quelle domande: il potere sta negli arsenali di armi? A Wall Street? In Internet?
Sappiamo solo che non sta in un solo luogo e non ha un solo volto: come il populus, dal quale Orazio rifuggiva, il potere è un mostro dalle molte teste (belua multorum capitum).
Ogni epoca ha il suo Leviatano e qualche epoca ne ha forse più di uno.
Lo si cerca, il potere, con tutti i mezzi e a qualunque costo; e poi quando lo si trova, lo si perde all’improvviso oppure è lui a perderti, come confessava un famoso rivoluzionario zapatista, il subcomandante Marcos: “Noi non vogliamo conquistare il potere perché sappiamo che, se lo prendessimo, saremmo presi da lui”.
 
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