una produzione
Le Belle Bandiere
Ravenna Festival|2014

Regione Emilia Romagna, Comune di Russi

CON PASSO LIEVE NELLE TERRE OFFESE
una lettura in musica
tratta da 'Colloqui con la Cattiva Dea – piccole storie dalla Grande Guerra'
di e con Elena Bucci
musica alla fisarmonica dal vivo di Simone Zanchini
drammaturgia del suono e registrazioni di Raffaele Bassetti
cura Nicoletta Fabbri

Per cercare di rivivere il mito, comprendere i misteri della storia e guarire le ferite lasciate dalle guerre e dalle follie umane i nostri antenati ricorrevano al teatro, cercando con cura i luoghi della natura dove luce e bellezza aiutassero il magico processo della catarsi e la trasformazione collettiva del dolore in conoscenza.
Così facciamo noi, scegliendo il delicato momento di passaggio tra buio e luce, il dispiegarsi dell'effetto speciale che il sole ci regala ogni giorno ma che spesso non cogliamo e affrontando un vero e proprio viaggio per raggiungere la cima, il silenzio, la lontananza.
In questo teatro naturale provo a rievocare in una forma nuova le voci e le storie di alcuni dei molti che furono travolti dalla violenza della prima guerra mondiale e che, spesso senza capire, si trovarono a fronteggiare eventi nuovi e tremendi con tutta la loro voglia di vivere e di reagire all'orrore.
La musica di Simone Zanchini trasforma le testimonianze, i racconti, le storie in canti e ballate che le avvicinano al mito e si aggiungono al grande libro della storia di tutti.
Confido che il silenzio, l'ora e il luogo, nel quale il sacrario è un invito a non ripetere la catena delle reciproche offese, mi facciano sentire con più forza le voci che ho scelto tra il coro di quelle conosciute e l'eco di quelle nuove che si affacciano su questo nuovo palcoscenico, luogo di trasmissione e dialogo tra vivi e morti.

Elena Bucci

sacrario cima del grappa

Sacrario Militare di Cima del Grappa (Treviso)

Note per Colloqui con la Cattiva Dea - piccole storie dalla Grande Guerra

La mia drammaturgia per parole e musica, pur fondandosi su saggi storici e raccolte di lettere, diari e documenti, non è altro che una cronaca del mio personale viaggio nel tempo alla ricerca di vicende e sguardi di chi, strappato ad un destino apparentemente lineare, ha reagito a cambiamenti inimmaginabili acquisendo una consapevolezza nuova pur rimanendo ai margini della storiografia ufficiale. Mi sono trovata davanti a un fiume di scritture e testimonianze, un gigantesco coro che, attraverso dissonanze e differenze, si accorda in un possente canto contro la guerra che non è ancora stato ascoltato con attenzione. Alle ombre di quel coro, per un tratto breve, tento di dare corpo e voce. Per prime, alle donne, che di fronte alla follia della distruzione, si trovarono a lavorare, creare, curare, consolare, difendere, proteggere.

Immergo le parole nel suono straordinario della fisarmonica di Simone Zanchini - che esplora gamme inusuali e ardite ondeggiando tra cultura popolare e sperimentazione - e a quello della strumentazione elettronica di Raffaele Bassetti che mi accompagna da anni, cercando il ritmo e la musica di vite famose e vite sconosciute ai più, il cui arco mi aiuti a capire la follia di quella parte oscura di noi che io chiamo la Cattiva Dea, ma anche i suoi antidoti.

Ho rimpianto i miei cari e la mia sempre rimandata voglia di interrogarli e registrarli. Ho indagato sulle permanenze di ricordi e documenti nella terra dove vivo per poi allargare l'indagine interrogando persone vicine e lontane che potessero diventare possibili tramiti di racconti originali. Ho tenuto tra le mani per la prima volta le fotografie e le lettere del prozio Berto che da contadino fu tramutato in militare.
Ho visto archivi di reduci custoditi con cura, ho cercato pubblicazioni di diari e lettere, di storie locali e familiari, da quelle scritte nel linguaggio composito e fantasioso che risulta dalla dettatura di analfabeti a scrivani di regioni diverse, a quelle che raccontano di donne che si sono trovate all'improvviso capofamiglia e lavoratrici affrontando responsabilità che ne hanno trasformato azioni e pensieri, generando un originale grido di ribellione contro la guerra.
Ho esaminato raccolte di sentenze che oggi paiono di incomprensibile violenza, ho letto di esili per qualche parola in più o in meno, ho registrato la crudeltà di un potere militare e politico che considerava bugiardi gli 'scemi di guerra' e disertori soldati che non parlavano nemmeno la stessa lingua e non sapevano perché combattevano e contro chi, ho verificato quanto sia stata bugiarda la propaganda che esaltava l'eroismo e negava le immagini di morte e di mutilazione, ho letto di storie di animali coinvolti nel conflitto il cui destino era molto simile a quello degli umani e ho intravisto un'Italia colorata da molte lingue e culture, traboccante di energia, di miseria e di coraggio, di boria e di onestà, di eroismo, di paura, di sentimenti di gioia e ribellione che riuscivano a tramutare la tragedia in forza di reazione.
Ho visitato trincee che, pur nella luce di maggio, tra il verde e i fiori, erano il buio.
Ora noi annusiamo la fine più volte annunciata di una civiltà e forse l'inizio di una nuova. Chi ascolteremo? Chi parla con la voce della Cattiva Dea?

Elena Bucci

Associazione Culturale LE BELLE BANDIERE
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