Le Belle Bandiere
con il contributo della Regione Emilia Romagna
e della Provincia di Ravenna
in collaborazione con il Comune di Russi

AUTOBIOGRAFIE DI IGNOTI
drammaturgia e regia di Elena Bucci

grazie a Virginia Woolf e a Fernando Pessoa

con
Elena Bucci
al pianoforte Dimitri Sillato
cura del suono, sensori, interventi elettronici dal vivo di Raffaele Bassetti
luci di Loredana Oddone
macchinismo al bar Giovanni Macis


Seduta ad un tavolino di un bar, che forse è il mio e forse no, guardo la gente che passa, beve, parla, beve, tace, guarda, pensa, beve, ride, se ne va.
Nel mio bar, perché è mio, è sempre notte tarda, poco prima della chiusura, quando gli ignoti appaiono orfani o profughi, naufraghi dall’Occidente.
Fantastico sulle loro vite, su tutte le infanzie e tutte le morti.
Intravedo i sogni inquieti e i legami. In loro mi perdo, mi moltiplico, mi dimentico.
Una patologia, un difetto?
Mi sembrano re e regine, principesse e principi prigionieri dell'incanto.
Il bar somiglia al mondo d’Occidente che muore. Dove sono gli assassini?
Io sto lì come un vampiro inoffensivo, un affettuoso testimone.

Autobiografie di ignoti 2013
Da tempo conduco questo progetto che, partendo da uno studio sull'improvvisazione e la comunicazione tra le arti, si è moltiplicato in molti spettacoli, a seconda degli spazi e delle persone, come fosse un racconto che non finisce mai. In quest'ultimo lavoro, arricchito da nuovi personaggi e da tutta l'esperienza musicale attraversata, affronto sempre la stessa magica sfida: la creazione di un racconto che scivoli dalla poesia all'improvvisazione, dal racconto al canto, dalla danza al piccolo gesto quotidiano.
Tutti i lavori sono ambientati in un bar, che sembra attraversare epoche diverse e luoghi lontanissimi tra loro. Potrebbe stare in un paese di Romagna come a Sidney, Singapore, Parigi.
L'ora è sempre notturna e i personaggi che lo abitano si perdono nelle biografie altrui come nella continua reinvenzione della propria. Si trovano ad allentare i confini usuali che delimitano l'io per lasciare uscire le molte vite di ognuno e per lasciarsi invadere dalle molte vite degli altri. A volte il bar sembra coincidere con isole di calore, a volte diventa specchio di una sensibilità contemporanea orfana di visioni per il futuro, a volte sembra una zattera per profughi che sognano utopie.
In un luogo apparentemente neutro e casuale come un bar, dove anche il contatto più profondo si trasforma in nulla e dove anche attraverso un gesto breve e insignificante ci si può imbattere in qualche verità svelata per distrazione, assisto allo scorrere di tante vite, le invento e in esse mi perdo e mi ritrovo.
Pessoa, maestro nella creazione di eteronimi e nelle moltiplicazioni del sentire e delle identità, è idealmente presente, come creatore di anarchie, al posto d'onore del mio bar. Sta seduto al bancone con il suo cappello, il suo fragile cappotto e un piccolo quaderno nero.
Nello spettacolo si intersecano la mia autobiografia, quella di personaggi che ho incontrato nella mia terra di Romagna, quella di tante persone che ho conosciuto o sfiorato, le invenzioni e le storie che loro mi hanno ispirato, la parola poetica di Pessoa e l'ispirazione alla multiforme visione di Virginia Woolf. Non a caso questi artisti sono vissuti nel medesimo periodo storico, durante il quale si disvelavano alla coscienza individuale e collettiva le vertiginose profondità della psiche e allo stesso tempo prendeva velocità una trasformazione del mondo mai vista prima.
Dal mio anonimo bar, terrazza affacciata sul disgregarsi del potente mondo d'Occidente ormai privo di una visibile traiettoria, assediato da dentro e da fuori dalla necessità di ricreare i riti del sentimento e i riti della socialità, tento un mio personalissimo racconto di naufragio e salvezza, ridicolo quanto basta e serve.

Il canto e la musica
Il canto è diventato parte integrante del progetto e mi consente di trasformare in 'ballate' le biografie altrui – e anche la mia –, astraendole dalla quotidianità che le ha ispirate, a volte citando autori famosi, a volte con improvvisazioni e la creazione di melodie originali.
Una frase banale, che ho sentito ripetere qua e là, può evocare un universo, se solo la si riesca a ritmare e intonare nel modo giusto...
Dimitri Sillato, sensibilissimo improvvisatore nutrito di jazz e studi di composizione, in nessun modo mi accompagna, ma è chiamato ad una concentrazione da concerto. Deve stabilirsi tra noi una comunicazione quasi telepatica che trasformi lui in attore e me in musicista, in un equilibrio che ogni volta ci sorprende e ci insegna.

Elena Bucci

Associazione Culturale LE BELLE BANDIERE
Via Faentina nord, 4/1 48026 Russi (RA) Tel. 393.9535376
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