CITTADINI DEL MONDO
esperimenti di linguaggio teatrale in relazione alla questione del potere
da Shakespeare alle rivoluzioni contemporanee

stage condotto da Elena Bucci

Sono nata in Romagna e, dopo molti anni di vita girovaga, qui tento di vivere.
In questa terra campagnola e di mare la gente sperimenta da anni la convivenza con altre razze e culture, declinando in modi diversi la sua antica tradizione di ospitalità.
Ho spesso osservato con quanta originalità ogni famiglia e ogni comunità organizzava la propria diffidenza e la propria curiosità verso 'quello che viene da fuori', spesso segnato dalle stesse necessità che costrinsero all'emigrazione le generazioni dei bisnonni, e cioè miseria nera e bisogno di lavoro.
La paura – spesso alimentata ad arte – non ha mai impedito le relazioni, ma negli ultimi anni certo è cresciuta e certo spinge a risolvere il ripiegamento e il vuoto della cultura d'Occidente nell'aggressione verso chi porta intorno a sé un'aura diversa.
Allo stesso tempo, il baricentro dei grandi mutamenti è da qualche tempo spostato in luoghi diversi dall'Europa, e là mi dirigo per cercare di allargare lo sguardo anche sul mio lavoro teatrale.
Dalle mie osservazioni, dalle testimonianze, dalle letture, dall'analisi dei testi teatrali che mi sono spesso stati di guida nelle riflessioni sul potere e sulle sue alternanze, ho cominciato a lavorare su una forma di recitazione cantata e danzata che si avvicina a qualcosa di molto antico, un luogo dove fare precipitare paura, curiosità, ammirazione e distanza.
Mi faccio testimone, per quanto posso trasparente, cercando ancora una volta le tecniche e i linguaggi che mi permettano di trasformare il palcoscenico designato – sia che si tratti di un campo, di una ex pieve, o di un teatro – nel mondo e, ovvio, viceversa, come richiede l'arte del teatro.
Sollecitare altre persone a seguirmi in questa nuova fase del mio lavoro resta il modo migliore che conosco per trasmettere anche il valore della mia esperienza e di tutto quanto ho imparato fino a questo momento.

Cosa serve:
– abbigliamento comodo ma, se possibile, non da palestra e senza scritte, a meno che non si ritengano significative! Portarsi qualche abito in più, secondo ispirazione del momento, da poter usare come costume teatrale.
– carta e penna sono necessari, registratori e telecamere sono tollerati e potrebbero diventare anche molto utili per voi, dopo averne concordato l'uso.
– sarebbe bello arrivare al laboratorio con qualche vostra nota riguardo ad incontri quotidiani con persone che vengono da altri paesi e continenti, qualche articolo di giornale che riguardi i temi trattati, qualche vostro ideale collegamento con altri momenti storici, racconti, poesie, canzoni.

Si può arrivare anche a mani vuote, il che non significa affatto non avere niente da proporre.

 

 

Associazione Culturale LE BELLE BANDIERE
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