DOBBIAMO VIVERE...

percorsi per la costruzione del personaggio

 

ritratti di piccoli uomini e piccole donne tra il malinconico e il grottesco, ispirati all’opera di Anton Cechov

ideazione e realizzazione Marco Sgrosso

 

dobbiamovivere

“L’orizzonte è spazioso e sereno, da lontano brilla una luce, e intravedo, sì, la vedo, la libertà…” (da Tre sorelle di Anton Cechov)

 

Il teatro non è una scienza esatta e l'esperienza mi ha insegnato a diffidare di formule valide per tutti. L’attore porge allo spettatore il suo vissuto ed il suo pensiero.

Non credo pertanto ad un metodo di insegnamento ‘universale’: la ricchezza creativa di un attore consiste nella messa a fuoco della sua individualità specifica e la sua formazione avviene attraverso un percorso progressivo di conoscenze, una rielaborazione costante degli stimoli raccolti durante il proprio percorso di formazione che porta all’autoconsapevolezza e ad una scelta di stile. Penso sia importante evitare di imitare modelli sterili e riuscire a selezionare, tra le indicazioni suggerite, quelle più pertinenti alla propria natura, saper cioè ‘personalizzare’ la trasmissione delle esperienze. Il lavoro che proporrò in questo percorso per la costruzione del personaggio cercherà quindi di stimolare l’apporto individuale di ogni allievo-attore.

Torno ad un autore che amo molto per la profondità e per la leggerezza insieme della riflessione umana che traspare dalle sue opere, Anton Cechov.

In modo mirabile e senza enfasi, Cechov descrive il crollo di un’epoca, il tramonto degli ideali, l’apatia dei sogni senza azione, oltre che il cambiamento sociale ed economico di un sistema in cui la volgarità degli interessi schiaccia con cortesia ma inesorabilmente la vulnerabilità della memoria e dei sentimenti privati.

I colpi di accetta che risuonano durante l’abbattimento degli alberi in fiore nel Giardino dei ciliegi e preludono all’invasione dei nuovi villini per turisti, alludono chiaramente ad un capovolgimento di valori. E i sogni continuamente vagheggiati di un’esistenza più felice da parte dei personaggi cechoviani sono destinati a sbriciolarsi, a risuonare come monotone cantilene di una volontà apatica, svuotata di ogni capacità di azione. Tutto questo assomiglia molto a quanto oggi ci riguarda da vicino: i tempi cambiano rapidamente, gli squali di un attivismo senza scrupoli avanzano e sono premiati, e accade spesso di rifugiarsi nella purezza di un ‘sogno’ in cui potersi cullare ad occhi chiusi.

I personaggi di Cechov - così umani, così veri a dispetto della loro lontananza storica e geografica - fungono da specchio possibile per ognuno di noi, sono uomini e donne “normali” che appartengono ai più diversi ceti sociali e nella loro normalità risiede la loro unicità.

Nelle sue opere non esistono personaggi minori, perché tutti – protagonisti e comprimari – sono portatori di un’umanità a tutto tondo e di universi interiori in cui è affascinante sprofondare. Con incantevole malinconia, egli ci parla dell'uomo, delle sue miserie, delle sue debolezze, delle sue ridicole o nobili aspirazioni, dei suoi affetti più intimi e segreti. E attraverso i ritratti indimenticabili di signori, servitori, sorelle, figli e figlie, madri e matrigne, militari, attrici, contabili, maestre e professori, scrocconi e governanti, ci restituisce il quadro di un’umanità ricchissima, sofferente e speranzosa, divertente e divertita, in un delicato equilibrio tra il comico e il tragico.

Il carattere malinconico e buffo dei suoi personaggi, le situazioni umane e sociali sospese tra lacrima e sorriso consentono un viaggio creativo nelle capacità di metamorfosi individuali e uno studio sulle possibilità di trasformazione del corpo, della voce e delle emozioni dell’attore, sull'indagine dei suoi lati più oscuri come di quelli più luminosi.

 

Il lavoro partirà da alcuni testi di riferimento per giungere ad una “scrittura scenica” originale, forte dell’apporto individuale di ognuno dei partecipanti.

È quindi condizione indispensabile per partecipare al laboratorio la lettura approfondita delle seguenti opere di Anton Cechov:

  • Il gabbiano
  • Tre sorelle
  • Zio Vanja
  • Il giardino dei ciliegi

 

È necessario un abbigliamento comodo. Può essere utile portare abiti o accessori che suggeriscano personaggi o atmosfere. Invito i partecipanti a portare musiche che li entusiasmino in modo particolare ed eventuali strumenti musicali che sappiano suonare. Il tempo di lavoro di ogni giornata è da concordare assieme all’organizzazione in un arco compreso tra le 4 e le 6 ore.

 

Associazione Culturale LE BELLE BANDIERE
Via Faentina nord, 4/1 48026 Russi (RA) Tel. 393.9535376
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