DIVINA COMMEDIA SUITE

con Elena Bucci (scelta dei testi)
Luca Matteuzzi (pianoforte) e Max Piani (sax)

Brani da:
Inferno, I, II, III, V, XIII, XXVI, XXXII, XXXIII, XXXIV
Purgatorio XXVII, XXX
Paradiso. I, XXXIII

Non c'è nulla di rivoluzionario o di nuovo, nel proporre una rilettura di alcuni brani della Divina Commedia di Dante Alighieri. La forza di quest'opera l'ha resa fonte di ispirazione di molti attori, cineasti, scrittori, poeti. La complicità che Dante riesce a stabilire con i suoi lettori, insieme ad una avvinta partecipazione al racconto, tutto teatrale e tutto intimo, del suo viaggio, è basata anche sulla coraggiosa esposizione dell'unicità, declinata per ogni essere vivente, delle sensazioni da esso provocate. Dante è totalmente autobiografico nel riferire del suo sogno, ma la maestria con la quale inventa la lingua, le espressioni, le strutture, rivoluzionando ogni convenzione per aderire a quanto vuole esprimere, rende universale e inossidabile ogni particolare. Allo stesso tempo, sentiamo e amiamo il rischio stesso della sua avventura artistica, nella quale usa tutta l'arte a sua disposizione per rivelare la nudità di un uomo che ha perso 'la diritta via' e che, attraverso questo consapevole sperdimento, riesce a varcare soglie imprevedibili.

C'è molta musica nelle parole di Dante e non vorremmo che il nostro omaggio sembrasse arrogante, visto che si tratta di una tessitura che prevede voce, pianoforte e sax.
Non vogliamo aggiungere nulla, anzi. La musica diventa un veicolo, attraverso il tempo, per aiutarci a ritrovare l'entusiasmo per la lingua dantesca, sperimentale, irragionevole, irta di cultura e immediatamente dopo vertiginosamente comica.
Unire i versi ad un suono contemporaneo ha il valore di un esperimento di comunicazione attraverso i secoli, nonostante la morte, coscienti di un abisso d'arte che ci separa e di una affinità del sentire che ci avvicina.

Elena Bucci

 

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