LAURA BETTI: LA MASCHERA E LE PAROLE
 
Convento di Santa Cristina, via del Piombo 5, Bologna
giovedì 9 giugno 2016 h 18-20
Centro Documentazione delle Donne
 
Un incontro a cura di officinaMentis e associazione Orlando
 
Intervengono: Francesca Ballico, Elena Bucci, Cira Santoro e Luisa Cottifogli
 
 
betti
 
 
Raccontare un'attrice è quasi un tentativo di scarnificare le maschere dal volto, voler cogliere la venatura sotto pelle, scindere nelle espressioni il moto dell'anima dai segni d'arte e di mestiere. Con Laura Betti si fa più complicato perché la sua è una maschera bifronte. E' Pasolini a definirne per primo il doppio gioco: pupattola bionda e tragica Marlene, cuoca ed eroina, diva e fossile. Lei stessa in Teta Veleta, una surreale autobiografia, si sdoppia nelle figure di Bimba e Madame.
Laura Betti è stata attrice consapevole e compromessa, capace di reinventare il linguaggio come pochi attori hanno saputo fare. Ha costruito la sua carriera con scelte raffinate e intelligenti: il cinema d'autore, il teatro sperimentale, il varietà colto, le letture, i documentari, la creazione del fondo Pasolini. Nella sua autobiografia affiora una vena umoristica e grottesca, negli appunti inaspettati affondi poetici, di umanità dolente.
Potentissima signora della scena, giocava il suo personaggio anche nel quotidiano. Tutto era eccesso: le risate travolgenti, le sfuriate per seppellire gli ipocriti, la generosità di cuoca, il femminismo, la provocazione sessuale, l'inaspettata dolcezza.
Meno nota è la sua qualità di scrittrice. L'abbiamo scoperta nella costruzione degli spettacoli che le abbiamo dedicato: Bimba, scritto diretto e interpretato da Elena Bucci e Pupattole, che ho ideato con le musiciste Luisa Cottifogli e Camilla Missio. Ambedue inseriti in "Più moderno di ogni moderno, progetto Pasolini" sostenuto dal Comune e dalla Cineteca di Bologna. Daremo tracce dei nostri inseguimenti, degli spaesamenti e delle sorprese. Di cosa significa interpretare un'attrice, reinventarla sulla scena.
Cira Santoro orienterà il suo intervento spiegando la scelta di intitolare il teatro di Casalecchio a Laura Betti, tra memorie familiari e locali, polemiche mai sopite e rinnovate passioni.
Leggeremo brani dei suoi testi: autoritratti ironici, con squarci di lacerante poesia. Li incroceremo con pagine che la raccontano, composte da registi e poeti, in un gioco di specchi e riflessi incrociati. Affronteremo il legame profondo e indissolubile con Pasolini che, superati pregiudizi e rigidità mentali, si può chiamare amore. Accordandosi a lei. Un rapporto tra un'attrice e un poeta, che pulsava d’arte, di cinema, letteratura, risate fragorose e sole. Una disperata vitalità, immersa con forza nella Storia italiana, fino al tragico omicidio del poeta. (Francesca Ballico)
 
Ho scoperto una figura poliedrica, libera, vasta e affascinante, piena di contraddizioni. Mi insegna la libertà e tutti i suoi rischi, la generosità che disperde genio e talento, la lingua del teatro e dell’arte di un’epoca che pare vicina ma è ormai lontanissima. Vedo in lei una guerriera irriducibile i cui terribili capricci diventano atti di ribellione al conformismo e vie di trasformazione del dolore. (Elena Bucci)
 

Associazione Culturale LE BELLE BANDIERE
Via Faentina nord, 4/1 48026 Russi (RA) Tel. 393.9535376
All rights reserved mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.