Le Belle Bandiere
 
VOCI LONTANE... SEMPRE PRESENTI
esercizi di improvvisazione e scrittura scenica
 
laboratorio condotto da Marco Sgrosso
 

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"C'è sempre qualcosa che ritorna e scompare a cui non saprei dare un nome. Questo stesso enigma, però, mi spinge fino in fondo alle cose, attraverso un teatro invisibile la cui natura non è indifferente." Antonio Neiwiller

Una notte di alcuni anni fa mi è capitato di svegliarmi all'improvviso e di comprendere con assoluta chiarezza un episodio importante dell'esistenza di una persona a me molto cara. Ho capito allora che nel cuore e nella pelle ci portiamo consapevolezze spesso ignote alla ragione. Ritrovarle è spesso una questione di 'ascolto', di sé e delle proprie origini...
Nel corso della mia esperienza di attore, regista e pedagogo, ho sperimentato in modi diversi e con sempre rinnovato stupore, come l'arte teatrale sia un formidabile strumento di conoscenza e di trasformazione.

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Il teatro è uno dei pochi luoghi in cui, attraverso un rito collettivo, è ancora possibile andare alla ricerca di un mito, inteso come racconto di sé e della propria epoca.
La necessità di riscoprire l'importanza del 'mito' ci porta, talvolta anche inconsapevolmente, a riallacciare i fili della memoria, a riscoprire ricordi, immagini, proiezioni seppellite oppure accantonate dalla frenesia di un'epoca di rapide archiviazioni. La corsa innescata dal nostro tempo distratto per colmare il senso di vuoto annulla la condizione di serenità e la calma necessarie per giocare, raccontare, ridere e piangere, ma nell'esistenza di ognuno di noi può accadere all'improvviso che il meccanismo si inceppi, e allora il tempo muta consistenza e l'evento inatteso ferma la corsa. Che sia un abbandono, una scomparsa, un incidente, un trasloco, un incontro imprevisto... qualunque accadimento che provoca un mutamento improvviso.
Si rimane come storditi, stupiti: passato e presente sconfinano l'uno nell'altro, riaffiorano identità perdute nel corso del tempo e domande sempre rimandate. E il teatro - apparentemente così anacronistico per la sua esigenza di un tempo lungo per l'ascolto, di uno spazio protetto, estraneo alle scadenze della quotidianità, e dell'esercizio alla pazienza per poter cogliere il valore di un silenzio - si rivela luogo di ri-apparizioni, note ma inattese oppure ignote ma in qualche modo familiari. Lo consente la sua qualità di arte semplice e complessa, libera e rigorosa, che appartiene a tutti e a nessuno e che richiede poca, preziosa cosa: un uomo che racconta e un altro che ascolta. Nell'universo-teatro vige il rigore della sincerità ma anche la libertà della fantasia, e possiamo avere ogni età, incarnare qualsiasi personaggio, avventurarci in milioni di destini. Anche la frattura e la perdita diventano ricchezza, aprendo squarci di nuove possibilità, prima fra tutte l'emozione di poter essere altro da ciò che abbiamo sempre creduto.
In questo percorso di lavoro, andremo perciò alla ricerca di quello che può aiutarci a riappropriarci della nostra memoria, per riscoprire ciò che, secondo un percorso intimo e individuale, riconosciamo come 'mito', e che può mutarsi in 'racconto' oppure lasciare sbocciare un 'personaggio'. Questo richiamo a un passato dal quale sentiamo di provenire genererà un immaginario collettivo comune, sul quale innestare il linguaggio dell'invenzione e della creazione, permettendoci, forse, di trovare risposte inaspettate ad alcune domande del presente.
Pensiamo ai nostri personaggi 'mitici', siano essi reali o immaginari, e proviamo a raccontarne la storia come farebbe un bambino, con tutti gli strumenti possibili: dall'azione al silenzio, dalla parola al canto, lasciandoci sorprendere da voci sorprendenti, gesti inattesi, drammaturgie scritte nel corpo dalla memoria della nostra stessa vita. Svuotiamo il cervello dalla folla di immagini e parole dalle quali ci sentiamo assediati nell'esistenza quotidiana e sprofondiamo dentro noi stessi per scoprire che cosa troviamo e per dare una forma possibile a questo universo sospeso tra il reale e l'immaginario, divertendoci a trasformare i nostri corpi e i nostri volti e lasciando apparire le creature che popolano la nostra memoria e che nutrono la nostra fantasia. L'unica regola è la disponibilità a 'rovesciare le apparenze' con la fiducia di un gioco da inventare insieme e a diventare strumenti trasparenti, capaci di fare risuonare altre vite e altri destini, storie nelle quali perdersi per ritrovarsi poi forse più ricchi.

Marco Sgrosso

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momenti di lavoro:
- rilassamento e respirazione diaframmatica:
come riconoscere e rimuovere i blocchi all'energia
- lavoro sul corpo:
il peso, l'abbandono, l'equilibrio, la legge di gravità, la leggerezza, esercizi di contatto
- esercizi di emissione vocale:
la voce "vera", i registri vocali, i paesaggi sonori, il sentimento nella voce
gradazione ed esplorazione della vocalità: dal pianissimo al grido
- training fisico nello spazio:
camminate e corse, variazioni di ritmo e direzioni, gli stop e le minima velocità, la pratica dell'attenzione a se stessi ed al gruppo
- improvvisazioni sonore e improvvisazioni fisiche:
aprire una via all'immaginazione
- l'uso della memoria del corpo dell'attore:
l'emozione nella ripetizione
- l 'altro' che alberga in noi:
viaggio negli istinti primordiali: la fame, la paura, l'aggressività, il piacere, la gioia, la prepotenza, l'amore, l'odio, la fantasia
- scoperta e costruzione di un personaggio:
dalla conquista del "neutro" all'espressività ritrovata
- l'arte delle domande
coltivare il dubbio come elemento di trasformazione

 

dal 17 al 23 luglio, Tortorella, Campania
nell'ambito del progetto Fuori Tempo Utile,  a cura di Teatri Sospesi
costi: €350 / pre-iscrizione €150 + €200 il giorno di arrivo - oppure: entro il 30 maggio €300
in caso di disdetta oltre il 15 Giugno la quota di pre-iscrizione non potrà essere restituita
nella quota sono compresi alloggio in casa vacanza con stanze e appartamenti dotati di cucina e un pasto.
vedi pagina facebook
 
contatti:
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segreteria: +39 392 3163608
www.teatrisospesi.org
 

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Via Faentina nord, 4/1 48026 Russi (RA) Tel. 393.9535376
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